I VERI ALCHIMISTI

Nel linguaggio alchemico il passaggio di un metallo, o di un uomo, dalla condizione "grezza" a quella "nobile", significava una maturazione verso la propria identità segreta, una rigenerazione al termine della quale ogni metallo diventerebbe il metallo per eccellenza (l'oro) e ogni uomo emancipato da impurità e incorruttibilità. Parallelamente a questa corrente filosofale si evolveva una ricerca meno utopistica, ma altrettanto meticolosa, ad opera di artigiani illuminati per i quali il vero compito era la scoperta dell'essenza della natura, dell'agricoltura e della sua trasformazione. Gli "alambicchi", che nell'immaginario collettivo rappresentavano i simboli immaginifici di un percorso esoterico, diventavano, e tutt' ora lo sono, gli strumenti insostituibili per ottenere magici distillati.

UNA TRADIZIONE CENTENARIA

La Grappa, o "il sole d'uva imbottigliato" per dirla con Paolo Monelli, trovò il suo più autorevole precursore - meglio sarebbe dire alchimista - in Francesco Trussoni, maestro di alambicchi a Gallo d'Alba. Egli ebbe, già nel 1885, la geniale intuizione di creare la Grappa di Barolo, la prima monovitigno della storia. Nel 1922 l'azienda passò sotto la guida di Mario Montanaro e di sua moglie Angela Trussoni che furono, con loro figlio Giuseppe Montanaro, non solo i perfezionatori dei processi produttivi, tra l'altro con l'adozione degli alambicchi a vapore, ma anche gli eredi di una rigorosa metodologia che si è valsa di preziose esperienze e degli influssi della Scuola Enologica di Alba. In un secolo è venuto perciò a crearsi una sorta di "ecosistema" irripetibile dove i distillati Montanaro, ed in particolare la Grappa di Barolo, sono l'emblema più sofisticato dei pregi connessi ad un felice territorio chiamato Langa, nei suoi molteplici aspetti storici e culturali.

I PRODIGI DELL'ALAMBICCO

Le Grappe della Distilleria MONTANARO si ottengono con la distillazione delle vinacce dei diversi vini nobili, primo tra questi il Barolo. Tali vinacce, dopo la torchiatura, vengono passate nei tradizionali "alambicchi a vapore" conservando integri gli aromi e i profumi del vino originale. Durante la distillazione vengono eliminate le parti impure in modo che la Grappa sgorghi limpida dagli ugelli. Posta poi in botti di legni pregiati, la Grappa viene lasciata invecchiare per anni in apposite cantine. Nel corso di questa stagionatura il distillato acquista profumo e sapore vellutato, secco e morbido nello stesso tempo, con un persistente ed etereo ricorso del vino matrice e modulazioni di colore che variano dal bianco al paglierino, in conformità del processo e del vitigno originale. Un secolo di esperienza, la costante presenza durante ogni fase produttiva, hanno reso le Grappe MONTANARO prodotti di prestigio, unici nel loro genere. Oltre alla storica Grappa di Barolo, vanno citate la Grappa di Moscato, la Grappa di Dolcetto, la Grappa di Barbera, la Grappa di Barbaresco e la Grappa di Arneis.